5 ragioni per cui fare marketing con i Codici QR non funziona (e come risolvere il problema)

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Per anni esperti di marketing, imprese, e un po’ tutti, hanno pensato ai codici QR come ad una grandissima opportunità. Questo perché i codici QR aprono ad un futuro di interazioni tra spazio fisico e digitale. Ma nonostante la spinta data a questo strumento, che viene attualmente stampato su ogni cosa: manifesti, riviste, alimenti (sì, anche alimenti), ecc… c’è un crescente scetticismo sul suo uso e sulla sua reale utilità.

Gli scettici hanno motivazioni decisamente valide dalla loro. Nel 2011, uno studio di Forrester Research ha dimostrato come solo il 5% degli americani adulti utilizzi questi codici, con una misera crescita dell’1% rispetto all’anno precedente.

Queste cifre, legate a non pochi insuccessi del marketing, potrebbero farvi pensare che i codici QR sono inefficaci, e probabilmente avreste ragione. Ecco perché.

1. Crea contenuti dedicati ed invoglia l’utente a prenderne visione

Dal punto di vista del marketing, i codici QR offrono un valore evidente e sono facili da creare, a buon mercato, tracciabili, e aprono un mondo di possibilità per il consumatore, che attraverso di loro può interagire in modo nuovo con i prodotti.
La scansione di un codice però rappresenta spesso uno sforzo, o meglio un fastidio, per il consumatore che non può conoscerne l’utilità finchè non l’ha fatta. Nel 90% dei casi, scopre poi che il contenuto del codice è un link, naturalmente ad un sito non ottimizzato per il mobile. A questo punto il consumatore sarà frustrato e avrà perso tempo, ponendosi in modo negativo nei confronti del prodotto, del brand e, naturalmente dei QR Code in genere.
Per questo è necessario fornire al consumatore un motivo valido per la scansione del codice, ad esempio uno sconto, i primi capitoli di un libro, un drink gratuito al bar, un video divertente, ecc…
Se invece lo si usa solo come link ad un sito, o ad una pagina Facebook, il rischio sarà di infastidire l’utente.

2. Crea consapevolezza tra i consumatori

Il problema più grande dei codici QR, è che i consumatori hanno sempre scarsa dimestichezza con questi strumenti, molti non sanno proprio di cosa si tratti. Uno studio ha rivelato che oltre il 78% degli studenti universitari americani non sa come eseguire la scansione di un codice QR.
Prima di appiccicare questi codici ovunque, bisognerebbe quindi informare i destinatari delle varie campagne di marketing sulla loro utilità e sul loro utilizzo.

3. Dare al QR valore come media

L’altra considerazione che viene spesso ignorata quando si parla di QR Code è il valore intrinseco del codice come media. Nella gran parte dei casi i codici QR sono utilizzati come un semplice collegamento ad un sito aziendale. Potrebbe sembrare un utilizzo sensato, ma riflettiamo meglio, analizzando la cosa lato utente.
Al fine di eseguire la scansione di un codice, un utente deve: 1. Prendere il telefono; 2. Sbloccare il proprio telefono; 3. Avviare l’applicazione, 4. Mettere il codice bene a fuoco. Sempre dando per scontato che abbiano già l’App e la sappiano usare. Per la maggior parte degli utenti, è più veloce cercare l’url di un sito su Google.
Per risolvere questo problema, o usate il QR come media autonomo, capace di dare del valore aggiunto, e non solo di linkare una pagina, oppure tanto vale rottamarlo.

4. Posizione, posizione, posizione

La posizione è un’altra considerazione importante. I codici QR quasi sempre non tengono conto del contesto, pensiamo ad esempio ai codici QR sui cartelloni autostradali: sono pericolosi e impossibili da scansionare, quindi inutili. Un URL abbreviato sarebbe più facile ed efficace.
Allo stesso modo, i codici QR sui veicoli aziendali non hanno un grande impatto, e stessa cosa dicasi per quelli sugli annunci della metropolitana.

5. Aspetto estetico

Diciamocelo, i Codici QR sono brutti. Peggio ancora, sono spesso indistinguibili dai codici utilizzati per scopi industriali. Quindi, un codice su un prodotto può essere interpretato come un semplice codice a barre, e come tale ignorato nella maggior parte dei casi. La buona notizia è che i QR non devono essere brutti per forza.
Con un po’ di Photoshop è possibile arrotondare gli angoli, dando un tocco elegante al codice, senza pregiudicarne la scansione.
Meglio ancora, è possibile eliminare porzioni del codice, così da formare qualcosa di completamente diverso, come una lettera o un marchio, o persino il vostro logo.

In fine consigliamo di utilizzare un tracciamento dello stesso con strumenti come Google Analytics.

Ora sapete perché i codici QR sono un fallimento e come cercare di risolvere la situazione. Molti credono che questo strumento sia vicino al pensionamento, ma riteniamo che i QR saranno in circolazione ancora per un po’, quindi tanto vale imparare ad usarli al meglio.

Fonte: Mashable

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  • http://qrcodeitaly.blogspot.it/ QR CODE ITALY

    Sono dell’avviso che l’utilizzo “consapevole” del QR Code può portare solo innovazione e maggior divulgazione dell’informazione che diventa multimediale, immediata e condivisa in un periodo in cui i dispositivi – Smathphone, IPhad, Tablet, continuano ad aumentare in maniera esponenziale.
    A mio avviso, il QR Code è di per sè geniale; se poi il suo utilizzo non è appropriato, ciò dipende sempre dalle valutazioni e scelte effettuate da persone e quindi, il mal funzionamento non è imputabile al codice stesso. Cordialmente.

  • admin

    Certo, sono daccordo, e penso anche l’autore dell’articolo originale, che infatti criticava l’uso che spesso si fa dei QR Code, non il media in sé.